LA SCONFITTA DEL SINDACATO NEGLI ANNI 70.... Ieri .... Oggi .... Domani !!!!!!! (pubblicato da: A.L.I. Associazione lavoratori Italiani)
GLI ANNI 70
Gli anni Settanta sono stati anni di conquista per gli operai, ma anche anni durissimi.
Crisi energetica, politica dell'austerity, crollo delle vendite dell’auto, e continui sciopero nelle industrie. Scioperi verso i quali i colletti bianchi diventano sempre più insofferenti. Gli impiegati vogliono entrare in fabbrica, ma i picchetti lo impediscono. La FIAT in quegli anni appare allo sbando, la dirigenza non riesce più ad imporsi.
Ma nel 1974 ai vertici dell'industria torinese arriva Cesare Romiti, romano, 51 anni, imposto dal presidente di Mediobanca, Enrico Cuccia.
Romiti, che viene messo a capo della pianificazione finanziaria , ha la fama di uomo di polso, e per la FIAT è forse l’uomo giusto in quella atmosfera di intimidazione.
Nel malcontento degli operai trova infatti terreno fertile anche il terrorismo.
Il 29 novembre 1977, i brigatisti uccidono Carlo Casalegno, il vice direttore del quotidiano di casa FIAT, “La Stampa”. A Genova, il 24 gennaio 1979, viene ucciso un opearaio dell’Italsider, il sindacalista della CGIL Guido Rossa. Sono le BR che lo accusano di aver denunciato un fiancheggiatore. Nel 1979, i terroristi colpiscono anche la dirigenza della FIAT uccidendo Carlo Ghiglieno. E poi numerosi agguati ai capireparto e sequestri lampo.
Dopo l’assassinio di Ghiglieno, la FIAT reagisce e licenzia 61 operai, in odore di terrorismo. Non potendo però dare questa motivazione, l’azienda addebita loro indisciplina e comportamenti scorretti. Ovviamente, per gli operai, il provvedimento è solo una prepotenza dei padroni. I sindacati si schierano con i licenziati; la tensione sale. Nell’estate dell’'80, Umberto Agnelli annuncia altri tagli. Subito arriva la reazione dei metalmeccanici, che annunciano lo sciopero generale.
Ma il colpo di scena deve arrivare con le dimissioni di Umberto Agnelli dal ruolo di amministratore delegato, il 31 luglio del 1980.
Prende il suo posto Cesare Romiti, che non è un mediatore come gli Agnelli. Il suo insediamento è il segnale che la FIAT vuole lo scontro.
Romiti avvia l’offensiva d’autunno. L’11 settembre 1980 vengono annunciati 14.469 licenziamenti. Da quell’annuncio prenderanno il via i giorni più duri della lotta operaia alla Fiat di Mirafiori, i famosi 35 giorni.
Da Anna Bresciani |