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Inserito il - 14/03/2010 : 23:04:31
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Mi rendo conto con il passare del tempo che i fascisti del terzo millennio hanno scarsa conoscenza del fascismo,della sua ideologia,delle sue riforme,delle sue date,delle emancipate leggi,insomma molti non sanno nemmeno cosa sia il fascismo,cosa è stato e cosa ha fatto,ad esempio molti non sanno che fascismo e corporativismo sono indivisibili,cosi come la socializzazione.Inseriremo in questa discussione gli argomenti principali che dovrebbero far parte della cultura di un buon fascista.
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convertini
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Inserito il - 17/03/2010 : 15:26:35
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DATE STORICHE DELLA RIVOLUZIONE 15 novembre 1914 - Inizia le pubblicazioni il “Popolo d'Italia".
23 marzo 1919 - Fondazione dei Fasci italiani di combattimento. 7 Ottobre 1920 - Incontro del DUCE con D'Annunzio a Fiume.
7 novembre 1921 - Congresso nazionale di Roma: i Fasci italiani di combattimento si organizzano e si costituiscono in Partito Nazionale Fascista.
28 ottobre 1922 - Marcia su Roma. (N.D.R. inizia il calendario fascista, i cui anni, in cifra romana, vengono indicati dopo la data internazionale preceduti dal segno ~ oppure - ).
31 ottobre 1922~I - Il DUCE forma il Governo fascista.
13 gennaio 1923~I - Istituzione del Gran Consiglio del Fascismo.
1 febbraio 1923~I - Fondazione della Milizia Volontaria per la Sicurezza Nazionale.
15 maggio 1923~I - Il Gran Consiglio del Fascismo definisce caratteri nazionali e sociali del sindacalismo fascista.
3 gennaio 1925~III - Discorso del DUCE: le forze ostili al Regime sono definitivamente espulse dalla vita nazionale.
1 maggio 1925~III - Fondazione dell'Opera Nazionale Dopolavoro. 20 novembre 1925~III - Legge sulle associazioni segrete.
24 dicembre 1925~IV - Legge sulle attribuzioni e prerogative del Capo del Governo.
31 dicembre 1925~IV - Legge sulla stampa periodica.
31 gennaio 1926~IV - Legge sulla facoltà del potere esecutivo di emanare norme giuridiche.
3 aprile 1926~IV - Legge sulla disciplina giuridica dei rapporti collettivi di lavoro, principio e fondamento dello Stato corporativo.
18 agosto 1926~IV - Discorso di Pesaro. Il DUCE dichiara: «Il Fascismo non è soltanto un partito, è un regime, non è soltanto un regime ma una fede, non è soltanto una fede ma religione che sta conquistando le masse lavoratrici del popolo italiano».
9 novembre 1926~V - La Camera fascista dichiara decaduti dal mandato parlamentare i deputati aventinisti.
25 novembre-1926~V - Legge sui provvedimenti per la difesa dello Stato.
21 aprile 1927~V - Promulgazione della Carta del Lavoro.
26 maggio 1927~V - Discorso detto "dell'Ascensione". Il DUCE enuncia la politica sociale del Regime e in particolar modo imposta la battaglia demografica per una razza prolifica e sana.
9 dicembre 1928~VII - Il Gran Consiglio - organo supremo del P.N.F. diviene organo costituzionale dello Stato. - Riconoscimento giuridico-istituzionale del P.N.F.
11 febbraio 1929~VII - Conciliazione tra l'Italia e la Santa Sede.
10 marzo 1929~VII - Prima Assemblea Quinquennale del Regime: il Gran Rapporto del DUCE allo Stato Maggiore della Nazione.
24 marzo 1929~VII - Il plebiscito fascista esprime l'unità morale del popolo italiano sotto i segni del Littorio.
14 novembre 1933~XII - Il DUCE definisce il carattere, le funzioni e i compiti delle Corporazioni fasciste.
13 gennaio 1934~XII - Il DUCE presenta la legge sulle Corporazioni, base dello Stato, corporativo.
10 novembre 1934~XIII - Discorso del DUCE all'Assemblea generale delle Corporazioni. Le Corporazioni fasciste «iniziano la loro vita effettiva e operante».
18 dicembre 1934~XIII - Il DUCE inaugura la nuova provincia di Littoria e ricorda al popolo che «è l'aratro che traccia il solco, ma è la spada che lo difende».
8 settembre 1935~XIII - Delineandosi nel conflitto con l'Etiopia il tentativo straniero di tagliare la strada all'Italia, il DUCE annuncia al popolo: "Noi tireremo diritto".
2 ottobre 1935~XIII - Prima mobilitazione nazionale del popolo italiano. Oltre venti milioni di Italiani ascoltano la voce del DUCE, il quale - alla vigilia dell'avanzata militare nel territorio etiopico - afferma che è giunta l'ora di regolare i conti e proclama che l'Italia è pronta e decisa per qualsiasi evento.
18 novembre 1935~XIV - Inizio dell'assedio economico, decretato contro l'Italia dalla Società delle Nazioni. Tutta l'Italia si copre di bandiere e si stringe attorno al DUCE nella ferrea volontà di resistenza e di vittoria.
18 dicembre 1935~XIV - "Giornata della fede". Le spose e i capi di famiglia italiani offrono alla Patria l'anello matrimoniale.
5 maggio 1936~XIV - Seconda adunata nazionale del popolo italiano. Il DUCE annuncia che le nostre truppe vittoriose sono entrate in Addis Abeba, che la guerra d'Etiopia è finita, che l'Etiopia è italiana.
8 maggio 1936~XIV - Adunata in Roma delle rappresentanze delle donne italiane, Ad esse il DUCE esprime la gratitudine della Patria per il loro magnifico contegno nel conflitto italo-etiopico e nella resistenza all'assedio economico. 9 maggio 1936~XIV - Terza adunata nazionale del popolo italiano. Fondazione - dell'Impero. Il DUCE annuncia che per decisione del Gran Consiglio del Fascismo «i territori e le genti che appartenevano all'Impero d'Etiopia sono posti sotto la sovranità piena e intera del Regno d'Italia» e che «il titolo d'Imperatore d'Etiopia viene assunto per sé e per i suoi successori dal Re d'Italia».
15 luglio 1936~XlV - La Società delle Nazioni abolisce le sanzioni. Il DUCE ne dà l'annuncio al popolo con le seguenti parole: «Oggi 15 luglio dell'anno quattordicesimo, sugli spalti del sanzionismo mondiale è stata innalzata la bandiera bianca».
30 agosto 1936~XIV - Gran rapporto del DUCE alle Forze armate e al popolo dell'Irpinia in Avellino. La consegna: «Bisogna essere forti, bisogna essere sempre più forti, bisogna essere talmente forti da poter fronteggiare tutte le eventualità e guardare negli occhi fermamente qualunque destino».
29 ottobre 1937~XVI - Passaggio alle dipendenze del P.N.F. di tutte le organizzazioni giovanili e istituzione della Gioventù Italiana del Littorio.
11 dicembre 1937~XVI - Quarta adunata nazionale del popolo italiano. Il DUCE annuncia che ìl Gran Consiglio del Fascismo ha deciso l'immediata uscita dell'Italia dalla Società delle Nazioni.
30 marzo 1938~XVI - Discorso del DUCE al Senato. Il DUCE delinea il quadro della potenza militare italiana e annuncia che, in una eventuale guerra, guiderà Egli stesso le Forze armate della Patria.
30 marzo 1938~XVI - E' creato il grado di Primo Maresciallo dell'Impero. Tale grado è conferito alla Maestà del Re Imperatore e a Benito Mussolini, Duce del Fascismo.
18 settembre 1938~XVI - Il DUCE, parlando al popolo triestino, precisa che il problema della razza, in Italia, è in relazione con la conquista dell'Impero, «poiché la storia ci insegna che gli imperi si conquistano con le armi, ma si tengono col prestigio, e per il prestigio occorre una chiara, severa coscienza razziale che stabilisca non soltanto delle differenze, ma delle superiorità nettissime».
20 settembre 1938~XVI - Il DUCE parla al popolo di Udine nel sedicesimo anniversario del discorso annunciatore della marcia su Roma, e riassume i risultati di sedici anni di regime fascista: «L'Italia oggi è un popolo fieramente in piedi; l'Italia oggi è uno Stato, l'Italia è un Impero». 26 settembre 1938~XVI - Discorso di Verona. Il DUCE fa il punto della situazione europea, diventata gravissima per il tentativo di negare il diritto di autodecisione ai popoli forzatamente inclusi nell'artificioso Stato cecoslovacco, rivolge un monito a coloro che volessero precipitare il mondo nella guerra e proclama che l'Italia vuole «l'Europa della giustizia per tutti e della riconciliazione fra i popoli». 28 settembre 1938~XVI - L'Europa è alla vigilia della guerra, cui sospingono oscure forze di distruzione, rappresentate dall'antifascismo internazionale. Francia e Inghilterra hanno già mobilitato, il 1 ottobre la Germania occuperà i territori tedeschi usurpati dalla Cecoslovacchìa. Prontamente rispondendo a un estremo appello del Primo Ministro inglese, sollecitato dal governo francese a invocare l'intervento di Benito Mussolini, il DUCE ottiene da Adolfo Hitler la convocazione di un convegno fra le quattro grandi Potenze occidentali, Italia, Germania, Francia, Inghilterra, per risolvere pacificamente la crisi.
30 settembre 1938~XVI - Sulle basi stabilite dal DUCE, che ha regolato e diretto le discussioni, Italia, Germania, Francia, Inghilterra firmano a Monaco di Baviera un accordo che salva la pace, rendendo giustizia alle nazionalità arbitrariamente assoggettate al governo di Praga. Nonostante qualche livido tentativo di occultamento, il mondo riconosce nel DUCE colui che ha evitato all'umanità una grave crisi.
6 ottobre 1938~XVI - Il Gran Consiglio del Fascismo stabilisce i fondamentali principi e provvedimenti per la difesa della razza.
7 Ottobre 1938~XVI - Il Gran Consiglio del Fascismo delibera la riforma del Consiglio nazionale delle Corporazioni e la creazione della Camera dei Fasci e delle Corporazioni.
1936-38 - Le Camicie Nere italiane accorrono in Spagna a combattere contro il bolscevismo e riaffermano fulgidamente la tradizione militare italiana, coprendosi di gloria nelle battaglie di Malaga, Guadalajara, Santander, Bilbao, Tortosa, Albentosa, Batracas.
4, novembre 1938~XVII - Il DUCE nel Ventennale della Vittoria, ha ordinato che la Associazione nazionale dei mutilati ed invalidi di guerra e l'Associazione nazionale combattenti passino, in accoglimento del loro voto, alle dipendenze del Direttorio nazionale del Partito perché continui ad essere vivo ed operante nel popolo italiano lo spirito guerriero da cui il Fascismo trae impulso e certezza per tutte le sue vittorie. Il DUCE ha inoltre disposto che i presidenti delle due Associazioni entrino a far parte dei Consiglio nazionale del P.N.F.
23 marzo 1939~XVII - Apertura della Camera dei Fasci e delle Corporazioni.
13 aprile 1939~XVI1 - Le forze armate italiane hanno occupato, a cominciare dal 7 aprile, l'Albania, per assicurarvi l'ordine e la tutela dei nostri interessi. Il giorno 12 una una assemblea costituente, riunita a Tirana, ha offerto la corona al Re d'Italia, Imperatore d'Etiopia. Il Gran Consiglio del Fascismo, presa cognizione del voto solenne, saluta lo storico evento, dichiarando che l'Italia fascista è in grado di garantire al popolo albanese l'ordine, il rispetto d'ogni fede religiosa, il progresso, la giustizia, la pace.
10 giugno 1940~XVIII - Il DUCE annuncia la guerra contro le democrazie plutocratiche, a fianco della Germania nazionalsocialista, e assume il comando delle forze armate.
24 giugno 1940~XVIII - I rappresentanti della Francia invasa dal tedeschi e sconfitta dalle forze italiane sulle Alpi firmano nei pressi di Roma l'armistizio alle condizioni dettate dal DUCE.
Luglio 1940~XVIII - La Romania scuote la dominazione ebraico-massonica e si avvia verso un ordinamento fascista, nell'orbita dell'Asse.
27 settembre 1940~XVIII - Firma del patto di alleanza fra Italia, Germania e Giappone.
4 ottobre 1940~XVIII - Incontro fra il DUCE e il Fuhrer al Brennero.
28 ottobre 1940~XIX - Il DUCE e il Fuhrer s'incontrano a Firenze. Le nostre forze entrano in azione contro la Grecia, asservita dalla sua classe dominante all'Inghilterra.
18 novembre 1940~XIX - Rapporto del DUCE ai Gerarchi provinciali del fascismo. Il DUCE inchioda le potenze cosiddette democratiche alla loro responsabilità, precisa il contributo dell'Italia alla guerra e afferma che tutte le rivendicazioni italiane saranno soddisfatte.
20 novembre 1940~XIX - Adesione dell'Ungheria al Patto Tripartito fra Italia, Germania e Giappone. 24 novembre 1940~XIX - Adesione della Slovacchia. 20 gennaio 1941~XIX - Nuovo incontro del DUCE col Fuhrer.
13 febbraio 1941~XIX - Incontro fra il DUCE e il Caudillo a Bordighera. 23 febbraio 1941~XIX - Rapporto del DUCE alle Gerarchie della Federazione dei Fasci di combattimento dell'Urbe. Il DUCE conferma la volontà dell'Italia di condurre la guerra, in perfetta solidarietà con la Germania, fino all'annientamento del nemico.
1 marzo 1941~XIX - Adesione della Bulgaria al Patto Tripartito. Aprile 1941~XIX - In seguito al tradimento della Jugoslavia che, subito dopo avere aderito al Patto Tripartito, si getta dalla parte degli inglesi, le forze dell'Asse, in soli dodici giorni di guerra, frantumano l'organismo militare e statale jugoslavo. La Croazia proclama la propria indipendenza, subito riconosciuta dall'Italia e dalla Germania.
Maggio 1941~XIX - Operando in perfetta armonia, le forze dell'Asse schiacciano la Grecia e mettono in rovinosa fuga le forze imperiali britanniche avventuratesi nel territorio ellenico. La provincia ex-jugoslava di Lubiana è annessa al Regno d'Italia. Delimitati i confini fra l'Italia e il nuovo Stato croato, vengono costituite e annesse al Regno d'Italia le province di Spalato e Cattaro in Dalmazia; il Principe Aimone di Savoia-Aosta, Duca di Spoleto, è designato Re di Croazia.
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convertini
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Inserito il - 17/03/2010 : 22:56:21
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"Totalitarismo fascista”: opposto alla definizione.
Crediamo sia opportuno focalizzare l'attenzione su uno specifico tratto distintivo della dottrina politica fascista, cioé il suo carattere "totalitario". Esso ha delle particolarità tali che non trovano riscontro nel significato convenzionale attribuito al concetto di "totalitarismo". Il fascismo ha una visione Morale della Politica. Una visone Etica e Normativa. Il fascismo mira a costituire una base costituzionale nazionale, un principio comune unitario, fondando la società nazionale sullo Stato Etico Corporativo. Tale principio mette in luce il nucleo centrale dell’idea stessa di "totalitarismo" presente nel pensiero fascista. Esso rappresenta un principio socialmente UNITARIO dove La collettività aderisce coscientemente e TOTALMENTE al principio costituzionale della nazione (etico corporativo), accetta l'etica normativa dello Stato nella quale si riconosce poiché sente a sua volta di esserne l’ente costituente, e dunque si comporta secondo la Morale espressa dallo Stato, il quale concretizza di fatto e di diritto nelle sue istituzioni la volontà popolare. Quindi lo Stato Etico, investe la vita quotidiana del cittadino nella sua Totalità e lo educa ad essere partecipe della stessa collettività nazionale Unitaria, trasmette dunque concettualmente valori Total-unitari ovvero TOTALITARI, che necessariamente devono fondarsi su una realtà oggettiva: LA LEGGE MORALE! Così si va a toccare il tema dei Valori Nazionali: l’amore di Patria (che si traduce nell’amore per il proprio popolo e non necessariamente in sciovinismo né tanto meno in razzismo!);la ricerca e l’obbedienza al valore della GIUSTIZIA SOCIALE (CORPORATIVISMO);il rispetto per l'autorità in cui il cittadino si riconosce e vi riconosce il compito di rappresentare l'interesse superiore collettivo. Il principio dell’elevazione morale di ogni singolo cittadino che risiede nella concretizzazione del fatto che egli fa parte di una Comunità nella quale si riconosce ed alla quale guarda come ad un bene più grande. Il Bene Collettivo Nazionale, rappresenta il cuore stesso della dottrina dello Stato Etico fascista. Il Bene Collettivo, che si raggiunge anche con la parziale "limitazione" delle proprie prerogative individuali, quando ciò va a beneficio dell'intera Comunità. "Limitazione apparente" poichè è indiscutibile che il bene della Comunità realizza inevitabilmente il bene del singolo, che di essa è parte integrante. Non quindi un annullamento della personalità individuale,ma al contrario una esaltazione della stessa nella compagine nazionale. L'Individuo è tale ed è
fondamentalmente necessario, in virtù del fatto che è inserito attivamente nel contesto sociale nazionale, poiché dà il suo proprio contributo allo stesso armonico collettivo rappresentato dallo Stato. Il "Totalitarismo" fascista è perciò permeato dal fondamentale Principio della comunità nazionale, all'interno della quale è ammessa però (e non potrebbe essere altrimenti) una MULTIFORMITA' ,che tuttavia imprescindibilmente si riconosce sempre in tale Principio unitario. Le forme in cui si può attuare tale Principio possono essere molte. Il fascismo, proprio sulla scorta della revisione delle dottrine politiche a cui successe, revisione ed analisi importantissima, comprese che non vi sono mille realtà ma una; non mille interpretazioni di essa ma una. Alla luce di quanto affermato, la risposta ai problemi della Società per il fascismo non poteva essere che una. Ciò ha prodotto anche la convinzione che tale risposta, possa esistere inalterata nella sostanza, ma diversa nella forma, avendo sempre chiaro che la realtà della Psicologia e della cultura, come della formazione dei popoli impone spesso mezzi diversi per uno stesso fine. In uno Stato Fascista, chiamato così perchè si intende fascista nella sua piattaforma costituzionale e non a causa di un partito fascista che sia al governo, non vi é nessun ostacolo al fatto che possano esistere gruppi sociali e politici diversi e che propongano mezzi diversi tra loro per ottenere un unico scopo: l’inveramento dello Stato Etico Corporativo. Tutto ciò è stato elaborato nell'Ideologia Fascista sulla scorta delle precedenti esperienze politiche liberali e socialiste. Così come in uno Stato Fascista non è assolutamente negata la possibilità di esistere e prosperare alle religioni o alle associazioni che non neghino la portata Etica dello Stato, che poggia sulla LEGGE MORALE e sulla sua propria identità collettiva. Tale possibilità viene a concretizzarsi nella SOVRANITA' e NORMATIVITA’ che lo Stato deve esercitare in maniere assolutamente autonoma. Lo Stato in ciò è libero, veramente libero, non "liberale" (lo stato "liberale" nega la reltà di tale parola, nella pratica della sua dottrina), e dunque non può e non deve essere soggetto ad alcunchè. Ciò non significa che, essendo emanazione e fedele interprete del Popolo, esso non riconosca chiaramente identità,aspirazioni e bisogni di quello stesso popolo. Identità rappresentata anche dalla Religione del popolo. Il "Totalitarismo" Fascista, dunque, manifesta tali caratteristiche peculiari, peraltro esposte magistralmente dal filosofo Giovanni Gentile nelle "analisi" da lui fornite in alcune opere di carattere più specificamente politico come ad esempio nella raccolta intitolata "Politica e Cultura". Troppo spesso si identifica erroneamente come quint’essenza del "Totalitarismo" fascista l’istituto della dittatura, l'imposizione, la negazione della libertà. Ebbene va detto senza mezzi termini che tutto ciò costituisce un arbitrio inesatto. La testimonianza di Carlo Silvestri,giornalista di area social-democratica che si oppose al fascismo, a tacer d'altre, mostra come questo totalitarismo, questo fascismo, non fosse necessariamente legato al mezzo della dittatura ma che tale evento fu provocato da contingenze storiche. lo stesso Stato durante la R.S.I non fu meno "totalitario " dello Stato Fascista del "ventennio". Eppure fu Istituzionalmente diverso. Cosa che non gli impedì di essere pienamente fascista. In un libro dello stesso Silvestri ( Matteotti Mussolini ed il dramma italiano ), lo stesso fondatore ed ideologo per eccellenza del partito delle camice nere, Benito Mussolini, afferma che se il caso Matteotti non fosse esploso, lo Stato Etico Corporativo avrebbe trovato condizioni istituzionali completamente diverse in cui poter essere realizzato! Inoltre lo stesso progetto di Socializzazione delle imprese sarebbe stato attuato in tempi diversi, anche se sempre in relazione alle necessità oggettive interne della nazione, tramite il principio della cosiddetta "RIVOLUZIONE
CONTINUA". Proprio da tale principio discende il reale significato che nel fascismo mussoliniano si attribuisce al termine RIVOLUZIONE. Scriveva infatti Mussolini : “ La rivoluzione non è il caos,non è il disordine,non è lo sfasciamento di ogni attività,di ogni vincolo della vita sociale,come opinano gli estremisti idioti di certi paesi;la rivoluzione ha un senso e una portata storica soltanto quando rappresenta un ordine superiore,un sistema politico,economico, morale di una sfera più elevata;altrimenti è la reazione,è la Vandea. La rivoluzione è una disciplina che si sostituisce a un’altra disciplina,è una gerarchia che prende il posto di un’altra gerarchia ”.Ecco un’altro punto di dissonanza e di profonda diversità con le concezioni radicaliste tipiche della destra tradizionalista che vedono nell’ attivismo violento e sovvertitore il senso, anzi, il fine ultimo di una rivoluzione e nelle quali a torto si vuole riconoscere una indimostrabile continuità ideale e politica con il fascismo. D'altro canto, basta guardare all’azione svolta dal governo di Mussolini, per comprendere come si debba intendere per il fascista l'uso della forza. Riassumendo, possiamo affermare che i tratti distintivi del totalitarismo nell’accezzione convenzionalmente utilizzata dalla storiografia ufficiale, NON APPARTENGONO AL FASCISMO. Il Fascismo NON vuole lo stato di polizia. Il Fascismo NON vuole la dittatura. Il Fascismo NON vuole la violenza di Massa. Il Fascismo NON erge a modello politico la pratica del concentrazionamento in massa degli avversari e la loro eliminazione fisica. Il Fascismo NON si propone di sopprimere gruppi sociali o nazionali. Il Fascismo NON vuole l'annientamento di realtà politiche nazionali. Il Fascismo NON vuole ergere uno Stato a Dio del Popolo. Il Fascismo, viceversa, vuole FORMARE ETICAMENTE, NELLA DISCIPLINA CORPORATIVA, gli individui componenti la comunità nazionale, per garantire una BASE MORALE E SPIRITUALE SOCIALMENTE UNITARIA di quella stessa nazione! Questo costituisce l’essenza più profonda del concetto di totalitarismo fascista.
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Cosimo
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Inserito il - 18/03/2010 : 14:10:16
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Bravo Giuseppe, complimenti. E' necessario questo genere di opera informativa, in quanto, come da te asserito, l'ignoranza alberga grassa, anche e soprattutto nelle menti di coloro che si autodefiniscono fascisti. E i risultati sono avvilenti. Vorrei solo chiederti se tu potessi indicare gli autori degli scritti che hai finora riportato, ed anche degli eventuali prossimi, in modo da fornire le fonti a cui attingere per eventuali approfondimenti.
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Cosimo |
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convertini
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Inserito il - 18/03/2010 : 18:27:51
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Si hai ragione, per quello che riguarda gli autori,il primo pezzo si tratta de "il libro del fascista" il testo integrale lo possiamo scaricare dal download del nostro sito,l'ho preso dal sito:http://www.controstoria.it/ il secondo pezzo è invece del blog:http://pocobello.blogspot.com/ non so chi è l'autore,ma deve essere uno che ne capisce! |
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convertini
Utente Normale

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Inserito il - 19/03/2010 : 18:07:24
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Squadre di Azione
E’ doveroso in questi frangenti recuperare per un attimo il senso storico delle parole per evitare che i termini della lingua italiana siano sopraffatti o dalla propaganda o dall’ignoranza o dall’ambiguità di chi – in malafede spesso – e magari in vista di “manifestazioni di piazza” cerca di confondere le acque soprattutto in merito ad un preciso periodo caratterizzante della nostra Storia nazionale. Sovente in frangenti di accesa dialettica politica nell’attuale repubblichetta (molto simile a quell’altra “italietta” , quella monarchica giolittiana) rimbombano da una parte e dall’altra parole come “squadristi”, “squadracce”, “azioni squadristiche” per identificare un “uso violento e spesso gratuito e vandalistico di propagandare il proprio pensiero” secondo una vulgata che tutti gli attuali partiti (dalla sinistra alla destra nessuno escluso) - facenti parte del sistema antifascista - adottano per denigrare l’avversario. In realtà è bene chiarire e chiarirsi le idee a beneficio e dei nostri avversari di destra e di sinistra ed anche di noi stessi che rischiamo spesso di essere propensi a soddisfare inconsciamente certi luoghi comuni. E soprattutto perché è arrivato il momento orgogliosamente di non farsi confondere con certa plebaglia. Intanto va precisato che nell’adunata di Piazza San Sepolcro a Milano il 23 marzo del 1919 si costituirono i “Fasci di Combattimento” che era un movimento politico mentre le Squadre di Azione furono solo una componente costituitesi successivamente nell’ambito di questo movimento con funzione auto difensiva durante il cosiddetto “biennio rosso” (1919-1921) a protezione del partito e delle sue necessità di propagandare il progetto originario anticapitalista ed anticlassista (poi mutuate anche da altre esperienze socialiste nazionali in altre Nazioni negli anni successivi sempre a difesa orgogliosa della propria identità comunitaria). Erano squadre che arrivarono fra tutte ad essere una milizia composta da soldati politici che su tutto il territorio nazionale portarono la risposta fascista contro la violenza internazionalista sovversiva, la “melina” anti italiana clericale ed il sabotaggio di ispirazione massonica e plutocratica. Erano organizzate in maniera militare, con una chiara esibizione della "camicia nera" ereditata e mutuata dai reparti d'assalto (Arditi) cui molti ufficiali reduci dalla “vittoria mutilata” portarono la loro esperienza e le loro doti organizzative e di comando disciplinato. Le squadre risposero colpo su colpo alle provocazioni, agli agguati ed alla violenza bolscevica ordita da politici social comunisti che spesso e volentieri - una volta incitati gli animi - si ritiravano vigliaccamente lasciando la marmaglia al ludibrio anarchico della violenza; così come imposero il loro rigore morale ed etico anche al popolarismo sturziano intriso di clericalismo universalista ed alla setta occulta della Massoneria già nemica di ogni indipendenza ed identità nazionale perché al soldo dei poteri forti etero diretti dall’allora impero anglosassone su pressione usurocratica. Le squadre partivano al primo cenno di pericolo anche in modo solidarista con altri camerati in difficoltà di Comunità territoriali limitrofe su semplici camions o su gruppi di autovetture, armati con armamento individuale e bombe a mano facilmente reperibile dopo la fine del primo conflitto mondiale. Le Squadre di Azione ebbero il giusto riconoscimento di merito con la sfilata del 28 ottobre nella Capitale che salutava il governo nazionale affidato necessariamente dal re a Benito Mussolini ,perché autrici in modo fattivo della Rivoluzione Nazionale concretizzatasi attraverso l’occupazione “manu militare” – nei giorni antecedenti la data indicata poi storiograficamente come “Marcia su Roma”- delle principali prefetture e provincie dell’allora Regno d’’Italia. Il loro riconoscimento invece ufficiale si ebbe con la costituzione della Milizia Volontaria di Sicurezza Nazionale scioltasi inopinatamente su ordine del generale Badoglio con il colpo di stato militare savoiardo del 25 luglio 1943 alle dipendenze degli aggressori atlantici attraverso la messa in arresto in tutte le province dei componenti le federazioni del partito nazionale fascista che erano inquadrati nella Milizia. Dopo la costituzione della Repubblica Sociale Italiana la vecchia guardia squadrista su richiamo del loro Camerata fiorentino Alessandro Pavolini, avallato da Benito Mussolini, ricompose una nuova realtà paramilitare a difesa dell’Onore della Nazione con la costituzione delle Brigate Nere, quali milizia del rinnovato Partito Fascista Repubblicano che si opposero insieme alle altre Forze Armate Repubblicane fino al martirio contro l’aggressione anglo-americana proveniente dall’esterno e contro il tradimento della guerra civile delle bande irregolari comuniste, cattoliche e massoniche che avevano ripreso fiato al soldo degli interessi anti-nazionali. La conclusione è nota storicamente; ed è così che oggi molti parlano a casaccio delle Squadre di Azione che in realtà spesero il loro Sangue sempre per la grandezza d’Italia. La legge impedisce proditoriamente di mantenerne viva concretamente l’organizzazione ma spiritualmente la continuità ideale con l'originario socialismo nazionale, l’esperienza di lotta, il valore comunitario, l’etica delle Squadre non è mai cessata di esistere e non cesserà in futuro, sempre ….CONTRO I NEMICI …DI DENTRO E DI FUORI, come recita una antica canzone d’arme, e che oggi possono essere ben identificabili nel berlusconismo come nel giacobinismo e nel centrismo per i quali manteniamo il disprezzo dei nostri Camerati Squadristi. Eja http://www.socialismonazionale.net/ |
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convertini
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Inserito il - 19/03/2010 : 22:46:42
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LA RIVOLUZIONE FASCISTA - L'INTERVENTISMO D. Quale è l'origine della Rivoluzione fascista? R. Il primo movimento rivoluzionario contro il parlamentarismo e contro i negatori della Patria si svolse sul finire dei 1914 e nei primi mesi del 1915 per condurre il popolo italiano all'intervento nella Guerra europea, con lo scopo di integrare l'unità della Patria, di portare l'Italia alla rinascita e di dare una nuova, virile coscienza alla Nazione. L'intervento preparò il Fascismo e annunciò la Marcia su Roma. D. Quale carattere ebbe il movimento interventistico? R. Il movimento interventistico fu come il preludio del Fascismo, perché raggruppò uomini di ogni provenienza e prese subito posizione contro il parlamento che, nella sua maggioranza, era per la neutralità. D. Quali furono gli organi essenziali dell'agitazione per l'intervento? R. Gli organi essenziali dell'agitazione per l'intervento furono il giornale quotidiano "Il Popolo d'Italia" fondato da Mussolini il 15 novembre 1914 e ì Fasci d'Azione interventistica che anticiparono i Fasci di combattimento. D. Che programma avevano i Fasci d'Azione interventistica? R. Essi si proponevano di creare lo stato d'animo per imporre la guerra. LA GUERRA MONDIALE D. Quando intervenne l'Italia nella Grande Guerra? R. L'Italia intervenne nella Grande Guerra il 24 maggio 1915. D. Quando, finì la guerra? R. La guerra finì in conseguenza della Vittoria italiana, con l'Armistizio del 4 novembre 1918. D. L'idea rivoluzionaria che aveva animato l'interventismo, come si manifestò nel corso della guerra? R. Nel corso della guerra le ragioni ideali dell'intervento furono consacrate e illuminate dalla presenza nelle trincee di coloro che avevano guidato il popolo all'intervento fra cui Benito Mussolini, combattente e ferito; dal sacrificio eroico di Filippo Corridoni, dal valore di tanti altri volontari; dal martirio di Cesare Battisti, apostolo della grande riscossa nazionale italiana; dal martirio di Fabio Filzi, di Damiano Chiesa, di Nazario Sauro e da innumerevoli episodi di fede, di devozione alla Patria, da parte dei sostenitori dell'intervento. D. Quali furono i risultati rivoluzionari della guerra? R. La guerra liquidò il secolo delle false democrazie, perché dalle file dei combattenti e dalla generale aspirazione della umanità verso una sorte migliore, sorse, col DUCE, l'assertore di un nuovo ordine politico e sociale non più basato sul giuoco di artificiose maggioranze parlamentari, e su un erroneo concetto della libertà che poneva a contrasto le singole classi e apriva la via a tutti gli egoismi ma basato sull'autorità dello Stato, che rappresenta il popolo intero e lo conduce alla consapevolezza della sua dignità e dei suoi doveri. IL DOPOGUERRA D. Come si presentò la situazione dell'Italia, dopo la vittoria? R. La debolezza e la mancanza di un ideale nei governi di quel tempo e la corruzione dell'ambiente politico, oltre a sottrarre al popolo italiano alcuni frutti materiali della vittoria, impedirono che lo stesso popolo si mantenesse compatto di fede e di volontà. Perciò la propaganda bolscevica poté dilagare, determinando gravissimi disordini, che trascinarono la Patria sull'orlo della rovina. D. A che cosa mirava l'azione bolscevica? R. L'azione bolscevica mirava a rinnegare il valore e il sangue con cui la vittoria era stata ottenuta, ad alimentare l'odio di classe ed a trasportare in Italia la barbarie rossa. I FASCI DI COMBATTIMENTO D. Chi reagì contro questo disegno? R. Fu ancora Benito Mussolini a rappresentare la genuina coscienza nazionale. Egli chiamò a raccolta quanti sentivano la necessità di salvare la Patria e fondò i Fasci di combattimento. D. Quando furono fondati i Fasci di combattimento? R. I Fasci di combattimento furono fondati a Milano, in Piazza San Sepolcro, il 23 marzo 1919. D. Quali forze erano aggruppate nei Fasci di combattimento? R. Nei Fasci di combattimento si adunavano Italiani di ogni ceto fedeli alla Patria e decisi a lottare contro coloro che la negavano o ne minavano l'unità e la potenza. D. Che cosa si proponevano, in sostanza, i Fasci di combattimento? R. I Fasci di combattimento si proponevano di lottare per la rivendicazione della vittoria, contro gli imperialismi stranieri che soffocavano il buon diritto italiano, e contro il disordine interno che dilaniava la Patria, mirando al benessere del popolo intero in un regime di giustizia sociale. D. Che cosa fu, dunque, il Fascismo fin dalle origini? R. Fu una volontà di dare all'Italia un ordine e una potenza che assicurassero al popolo italiano il suo posto al sole e lo mettessero in marcia sulle vie di un nuovo impero. LO SQUADRISMO D. Che cosa si deve intendere per "squadrismo"? R. I Fasci di combattimento, moltiplicandosi con notevole rapidità in molte parti d'Italia, costituirono delle "squadre d'azione”, per opporsi direttamente alle violenze e sopraffazioni dei sovversivi, tollerate quasi sempre dalle autorità dello Stato. D. Quale era l'inquadramento delle squadre d'azione? R. Era un inquadramento di tipo militare, in formazione ternaria, composta di principi e triari, denominazioni romane indicanti truppe di prima e di seconda linea. D. Quale fu il carattere dell'azione squadristica? R. Il carattere dell'azione squadristica fu l'impeto, lo spirito di sacrificio, il disprezzo del pericolo. Nei continui scontri con gli avversari, nelle imboscate, negli agguati che questi rinnovavano con crudele accanimento, schiere di squadristi caddero gridando la loro fede nel DUCE e nell'Italia. D. A chi spetta il distintivo di squadrista? R. Il distintivo di squadrista spetta a tutti i fascisti, regolarmente iscritti, che fecero parte delle Squadre d'azione e ai Legionari che parteciparono in armi ai combattimenti delle "Cinque giornate” di Fiume o alle altre azioni fiumane.
IL PROGRAMMA FASCISTA D. Dove e quando avvenne la prima adunata nazionale dei Fasci italiani di combattimento? R. La prima adunata nazionale dei Fasci italiani di combattimento avvenne a Firenze nell'ottobre del 1919. D. Che cosa fu affermato nella prima adunata nazionale dei Fasci di combattimento? R. Nella prima adunata nazionale dei Fasci di combattimento, il DUCE affermò: “Noi difendiamo la Nazione, il popolo nel suo complesso, vogliamo la fortuna morale e materiale del popolo. D. Dove e quando avvennero le altre maggiori adunate e i congressi nazionali dei Fasci di combattimento? R. A Roma, a Udine, a Napoli. LA FONDAZIONE DEL P.N.F. D. Che cosa fu deciso nel congresso di Roma? R. Nel congresso di Roma del novembre 1921 i Fasci italiani di combattimento costituirono il Partito Nazionale Fascista. D. Perché fu presa questa decisione? R. Per mettere a disposizione dell'idea fascista un partito così solidamente inquadrato e disciplinato da potere al momento opportuno trasmutarsi in un esercito capace di agire anche sul terreno della violenza, sia per attaccare, sia per difendersi. D. Che cosa fu affermato nell'adunata di Udine? R. Il DUCE affermò la volontà fascista di governare l'Italia e di fare di Roma il cuore pulsante, lo spirito alacre dell'Italia imperiale. D. Quale fu l'azione con cui il Fascismo mostrò più decisamente di volersi impadronire del governo del Paese? R. Fu l'azione fascista effettuata a Trento e a Bolzano, tipico atto insurrezionale di forze armate contro i poteri costituiti dello Stato. D. Quando avvenne e che cosa rappresentò il congresso di Napoli? R. Il congresso di Napoli del 24 ottobre 1922 rappresentò la prima tappa della Marcia su Roma. Il DUCE proclamò ancora una volta la necessità per il popolo italiano di liberare la sua vita politica e spirituale dalle incrostazioni parassitarie di un passato che uccideva il suo avvenire. LA CONQUISTA DEL POTERE D. Quale fu lo sbocco della Rivoluzione fascista? R. La Rivoluzione fascista sboccò nella conquista del potere mediante l'insurrezione. D. Quando avvenne la conquista fascista del potere? R. La conquista fascista del potere avvenne con la Marcia su Roma, effettuata, agli ordini del DUCE, da un esercito di Camicie Nere. D. Quale fu la parola d'ordine del movimento insurrezionale? R. La parola d'ordine del movimento insurrezionale fascista fu: salvare la Patria e condurla alle sue mete imperiali. D. Quale, fu la consegna data dal DUCE al Fascismo, subito dopo la vittoria delta Rivoluzione? R. Il DUCE, il 31 ottobre 1922, dette al Fascismo la seguente consegna: "L'opera nostra comincia oggi. Abbiamo demolito, bisogna costruire". D. Che cosa era stato demolito? R. Era stato demolito il vecchio regime liberale e democratico schiavo dei partiti e del parlamento; il vecchio costume politico e sociale che portava alla corruzione e alla decadenza. D. Che cosa bisognava costruire? R. Bisognava costruire, sulla base dello Stato fascista, la nuova Italia conscia della propria nobiltà e del proprio diritto, decisa ad assicurare la potenza e la prosperità del popolo nell'ordine e nella giustizia. D. Come si può dunque definire la Marcia su Roma? R. La Marcia su Roma fu una rivolta politica contro governi fiacchi e incapaci, che avevano lasciato decadere l'autorità dello Stato e minacciavano di arrestare l'Italia sulla via del suo maggiore sviluppo. D. Quale fu la portata storica della Rivoluzione fascista? R. La portata storica della Rivoluzione fascista fu di rinnovare il popolo italiano rendendolo unito, concorde, disciplinato per la grandezza e la potenza imperiale della Patria. D. A chi spetta il brevetto della Marcia su Roma? R. Il brevetto della Marcia su Roma spetta ai Fascisti che marciarono sulla Capitale, a quelli che occuparono con la forza i punti vitali nelle varie province e agli altri che, senza parteciparvi direttamente, furono però mobilitati in armi per la Marcia. D. Quale è il giuramento che viene prestato al momento di entrare nel P.N.F.? R. Il giuramento è il seguente: "Nel nome di Dio e dell'Italia, giuro di eseguire gli ordini del DUCE e di servire con tutte le mie forze e, se è necessario, col mio sangue, la causa della Rivoluzione fascista". D. Quale è la costante direttiva morale del Fascista? R. Il Fascista comprende la vita come dovere, elevazione, conquista e deve avere sempre presente il comando del Duce: Credere, obbedire, combattere. D. Quale impegno assumono i Fascisti? R. I Fascisti assumono l'impegno di essere i migliori cittadini, i più dotati di senso di responsabilità e di dovere, i primi cittadini quando si tratti di lavoro, di disciplina, di sacrificio. Essi debbono sempre considerarsi dei soldati della Rivoluzione pronti a difenderla ovunque, col sangue, con la vita. D. Che cosa offre il Regime ai Fascisti? R. Il Fascismo non promette né onori, né cariche, né guadagni, ma il dovere e il combattimento. D. Quale è il motto dell'autentico Fascista? R. Il motto dell'autentico Fascista è questo: Non adagiarsi mai nel fatto compiuto, non sostare, se non per il breve, necessario riposo e quindi riprendere immediatamente la marcia in avanti. D. Che cosa risulta, nel campo spirituale, dalla pratica di tutti i doveri fascisti? R. Risulta quella che può chiamarsi la Mistica fascista, ossia una concezione totalitaria del dovere spinta fino al sacrificio. D. Come si concreta il Regime fascista? R. Il Regime fascista si concreta nel clima sociale e morale e nel principio di autorità per cui lo Stato, che è il popolo organizzato in un sistema di gerarchie, abbraccia l'insieme della vita nazionale, in ogni suo aspetto politico, economico, spirituale, morale. D. Che cosa è dunque lo Stato fascista? R. E' la sintesi suprema ed equilibratrice di tutte le forze e di tutti gli interessi della collettività nazionale. D. Quale è la formula fascista della vita nazionale? R. Tutto nello Stato, niente al di fuori dello Stato, nulla contro lo Stato. D. Quale è la conseguenza di questa nuovi concezione dello Stato? R. La conseguenza è che nel Regime fascista l'unità di tutte le classi, l'unità politica, sociale morale del popolo italiano si realizza nello Stato e soltanto nello Stato fascista. D. Perché il Regime fascista crea lo Stato forte? R. Perché è solo lo Stato che dà un'anima ai popoli. D. Perché il Regime fascista crea lo Stato totalitario? R. Perché lo Stato è il popolo stesso ed è l'insostituibile garanzia della sua unità e indipendenza, il custode e il trasmettitore del suo spirito, il garante della sua sicurezza, interna ed esterna. D. Perché, in Regime fascista, lo Stato diventa autoritario? R. Perché lo Stato è l'autorità suprema in cui tutto si accentra e si armonizza: individui e gruppi, passato e futuro, spirito e materia. D. Il Fascismo è antidemocratico? R. li Fascismo è una democrazia organizzata, centralizzata, autoritaria, nella quale i diritti del popolo sono riconosciuti, tutelati, armonizzati. D. D. Si esaurisce il Regime nello Stato? R. No, perché il Regime è il suscitatore di tutte quelle energie spirituali e pratiche, che, mentre confluiscono nello Stato, assicurandone la forza e l'organico funzionamento, alimentano una nuova coscienza collettiva e trasformano la vita, innalzandola verso superiori finalità. D. Che cosa dunque ha creato il Regime fascista, oltre a creare lo Stato forte, autoritario, totalitario? R. Il Regime ha creato un modo di vita. D. Quale è? R. Il coraggio prima di tutto; l'intrepidezza, l'amore del rischio, l'essere sempre pronti a osare nella vita individuale come nella vita collettiva, ad aborrire tutto ciò che è sedentario, l'orgoglio in ogni ora della giornata di sentirsi Italiani, la disciplina del lavoro, il rispetto per l'autorità. D . Il Fascismo è un fenomeno esclusivamente italiano? R. Il Fascismo, in quanto idea, dottrina, realizzazione, è universale, perché è in grado di dire a tutte le genti civili la parola della verità senza la quale gli uomini non sono liberi; la parola della giustizia senza la quale non vi può essere pace duratura nel mondo; e perché è il suscitatore e il creatore di una nuova civiltà.
D. Che cosa dunque ha creato il Regime fascista, oltre a creare lo Stato forte, autoritario, totalitario? R. Il Regime ha creato un modo di vita. D. Quale è? R. Il coraggio prima di tutto; l'intrepidezza, l'amore del rischio, l'essere sempre pronti a osare nella vita individuale come nella vita collettiva, ad aborrire tutto ciò che è sedentario, l'orgoglio in ogni ora della giornata di sentirsi Italiani, la disciplina del lavoro, il rispetto per l'autorità. D . Il Fascismo è un fenomeno esclusivamente italiano? R. Il Fascismo, in quanto idea, dottrina, realizzazione, è universale, perché è in grado di dire a tutte le genti civili la parola della verità senza la quale gli uomini non sono liberi; la parola della giustizia senza la quale non vi può essere pace duratura nel mondo; e perché è il suscitatore e il creatore di una nuova civiltà. IL GRAN CONSIGLIO D. Che cosa è il Gran Consiglio del Fascismo? R. Il Gran Consiglio del Fascismo è l'organo supremo costituzionale che coordina e integra tutte le attività del Regime. D. Da chi è presieduto il Gran Consiglio? R. Il Gran Consiglio è presieduto di diritto dal DUCE. Egli lo convoca quando lo crede necessario, fissandone l'ordine del giorno. D. Chi è il segretario del Gran Consiglio? R. Segretario del Gran Consiglio è il Segretario del P.N.F., che può essere delegato dal DUCE a convocare e presiedere l'alto consesso in sua assenza od impedimento. D. Chi sono i membri dei Gran Consiglio? R. Sono membri a vita del Gran Consiglio i Quadrumviri della Marcia su Roma; sono membri del Gran Consiglio, a cagione delle loro funzioni e per tutta la durata di queste: il Presidente del Senato del Regno e il Presidente della Camera dei Fasci e delle Corporazioni; i Ministri Segretari di Stato per gli Affari esteri e per l'Interno, il Segretario del P.N.F. Ministro Segretario di Stato, i Ministri Segretari di Stato per la Grazia e Giustizia, per le Finanze, per l'Educazione nazionale, per l'Agricoltura e le Foreste, per le Corporazioni e per la Cultura popolare; il Presidente della Reale Accademia d'Italia; il Comandante generale della Milizia volontaria per la sicurezza nazionale; il Presidente del Tribunale speciale per la difesa dello Stato; i Presidenti delle Confederazioni fasciste degli industriali e degli agricoltori, e dei lavoratori dell'industria e dell'agricoltura; possono, con decreto del Capo del Governo, essere nominati membri del Gran Consiglio del Fascismo per la durata di un triennio, e con facoltà di conferma, coloro che hanno, quali membri del Governo, o Segretari del P.N.F. dopo il 1922, o per altri titoli, benemeritato della Nazione o della Causa della Rivoluzione fascista. Con le stesse forme la nomina può essere in ogni tempo revocata. D. Quali sono le materie su cui delibera il Gran Consiglio? R. Il Gran Consiglio delibera sugli statuti, gli ordinamenti e le direttive politiche del P.N.F. D. Su quali questioni deve essere sentito il parere del Gran Consiglio? R. Il parere del Gran Consiglio deve essere sentito su ogni questione politica, economica e sociale di interesse nazionale, sulla quale sia interrogato dal DUCE e su tutte le questioni di carattere costituzionale e perciò anche su quanto riguarda la successione al Trono, la composizione e il funzionamento dello stesso Gran Consiglio, del Senato, della Camera; le attribuzioni e le prerogative del Capo dei Governo, le facoltà del potere esecutivo, l'ordinamento sindacale e corporativo, i rapporti fra lo Stato e la Chiesa, i trattati internazionali che importino variazioni al territorio dello Stato e ai territori dell'Africa Italiana, ovvero rinuncia all'acquisto di territori. Pag. 35 Indirizzo Email: webmaster@controstoria.it Versione del 17 Dicembre 2008 Indirizzo Internet: www.controstoria.it D. Quali altri compiti specifici ha il Gran Consiglio? R. Inoltre il Gran Consiglio, su proposta del DUCE, forma e tiene aggiornata la lista dei nomi da presentare alla Corona per la nomina, in caso di vacanza, dei di lui successore; e, ferme restando le attribuzioni e prerogative del Duce, forma altresì e tiene aggiornata la lista delle persone che, sempre in caso di vacanza, esso reputa idonee ad assumere funzioni di Governo. LO STATO CORPORATIVO D. Che cosa è lo Stato corporativo? R. Lo Stato corporativo è uno Stato in cui tutte le classi hanno il loro posto, tutte le classi trovano il loro riconoscimento, tutte le classi trovano la loro protezione. LA CARTA DEL LAVORO D. Che cosa è la Carta del Lavoro? R. E' un documento fondamentale della Rivoluzione fascista, in quanto stabilisce i diritti e i doveri di tutte le forze della produzione. D. Quando e come fu emanata la Carta del Lavoro? R. La Carta del Lavoro fu emanata per voto del Gran Consiglio del Fascismo, il 21 aprile 1927-V. D. Come è definita dalla Carta del Lavoro la Nazione italiana? R. La Carta del Lavoro dice che: "La Nazione italiana è un organismo avente fini, vita e mezzi d'azione superiori a quelli degli individui divisi o raggruppati che la compongono. E' una unità morale ed economica, che si realizza integralmente nello Stato fascista". D. Che cosa è il lavoro in Regime fascista, secondo la Carta? R. Il lavoro, sotto tutte le forme organizzative ed esecutive, intellettuali, tecniche, manuali, è un dovere sociale. D. Che cosa prevede e sancisce in modo specifico la Carta del Lavoro? R. La Carta del Lavoro prevede l'organizzazione sindacale o professionale, il riconoscimento legale dei Sindacati, i contratti collettivi di lavoro, la composizione o il regolamento delle controversie del lavoro nell'uguaglianza giuridica fra i datori di lavoro e i lavoratori; le Corporazioni e i loro compiti; l'intervento dello Stato, in determinati casi, nella produzione economica; le regole di corresponsione del salario, il riposo settimanale e annuale dei lavoratori, le indennità di licenziamento o decesso; la prevenzione e la liquidazione degli infortuni, lo sviluppo della previdenza e dell'assistenza sociale, dell'educazione e dell'istruzione professionale. I SINDACATI E LE CONFEDERAZIONI D. Quando sorse il movimento sindacale fascista? R. Nel 1921. D. Che cosa è un Sindacato? R. E' la riunione dei datori di lavoro o dei lavoratori di una medesima categoria. D. Quale funzione ha il Sindacato fascista? R. Il Sindacato fascista ha una funzione educativa, assistenziale e sociale, diretta essenzialmente a formare la coscienza del produttore. D. Quale è la legge fondamentale del sindacalismo fascista? R. La legge del 3 aprile 1926-IV sulla disciplina giuridica dei rapporti collettivi del lavoro. D. L'organizzazione sindacale o professionale è libera? R. Sì, ma solo il Sindacato legalmente riconosciuto e sottoposto al controllo dello Stato ha il diritto di rappresentare tutta la categoria di datori di lavoro e di lavoratori per cui è costituito, siano o non siano iscritti. D. Dunque le decisioni e regolamentazioni di un Sindacato fanno obbligo o diritto anche ai datori di lavoro e ai lavoratori della medesima categoria che non vi sono iscritti? R. Si. D. Quale è l'obbligo essenziale delle associazioni sindacali o professionali? R. E' quello di regolare, mediante contratti collettivi i rapporti di lavoro fra le categorie di datori di lavoro e di lavoratori che esse rappresentano. D. Su quale principio si basa l'azione del Sindacato fascista? R. Sul principio della collaborazione fra le classi. D. Che cosa intende il Fascismo per collaborazione di classe? R. Per il Fascismo la collaborazione di classe non è un legame unilaterale, ma un preciso dovere - prima morale e sociale, che legale - al quale bisogna che indistintamente sottostiano tutti gli elementi della produzione. D. Possono costituire associazioni sindacali i dipendenti dello Stato? R. No, e di conseguenza essi sono organizzati nelle Associazioni fasciste. D. Può una associazione sindacale di datori di lavoro o di lavoratori proclamare la serrata o lo sciopero? R. No, perché la serrata e lo sciopero sono vietati. Le controversie debbono essere composte in sede sindacale, o portate, se il tentativo di conciliazione fallisce, dinanzi alla Magistratura del lavoro. D. Quale è l'ordinamento sindacale fascista? R. L'ordinamento sindacale fascista va dai Sindacati comunali e provinciali ai Sindacati nazionali. I Sindacati compongono le Federazioni, ciascuna delle quali corrisponde a un ramo di produzione o di attività professionale, e le Federazioni a loro volta compongono le Confederazioni. D. Quante e quali sono le Confederazioni fasciste? R. Le Confederazioni fasciste sono 9, e cioè: Confederazione fascista degli agricoltori, Confederazione fascista dei lavoratori dell'agricoltura, Confederazione fascista degli industriali, Confederazione fascista dei lavoratori dell'industria, Confederazione fascista dei commercianti, Confederazione fascista dei lavoratori del commercio, Confederazione fascista delle aziende del credito e delle assicurazioni, Confederazione fascista dei lavoratori delle aziende del credito e delle assicurazioni, Confederazione fascista dei professionisti e artisti. D. Che cosa sono le Unioni provinciali dei Sindacati? R. Sono gli uffici periferici delle Confederazioni e hanno il compito di coordinare l'azione dei Sindacati di categoria. D. Quali sono i requisiti individuali per l'iscrizione a un Sindacato regolarmente riconosciuto? R. Possono chiedere l'iscrizione i cittadini italiani, o coloro che risiedono da almeno 10 anni nel Regno, i quali abbiano compiuto i 18 anni di età e siano di buona condotta morale e politica dal punto di vista nazionale. D. Può essere riconosciuta più di una associazione sindacale, per ciascuna categoria di datori di lavoro o di lavoratori? R. No. D. Come è dato il riconoscimento legale alle associazioni sindacali? R. Il riconoscimento è dato per Regio Decreto, su proposta del Ministro competente, sentito il Comitato corporativo centrale. D. Quale è la meta del sindacalismo fascista? R. Il sindacalismo fascista, attraverso la collaborazione di classe, sbocca nella Corporazione, che tale collaborazione deve rendere sistematica e armonica, salvaguardando la proprietà, ma elevandola a funzione sociale, rispettando l'iniziativa individuale, ma nell'ambito della vita e dell'economia della Nazione. LE CORPORAZIONI D. Che cosa è una Corporazione? R. E' un organo dello Stato che collega in una comune gerarchia le rappresentanze sindacali dei datori di lavoro e dei lavoratori di uno o più rami o cicli di produzione, per stabilire nell'interesse nazionale, una sicura collaborazione di forze produttive, nel proprio seno e rispetto alle altre Corporazioni. D. Che cosa dunque si realizza nella Corporazione? R. Nella Corporazione si realizza l'unità economica nei suoi diversi elementi: capitale, lavoro, tecnica. D. Quali sono gli scopi della Corporazione? R. All'interno, una organizzazione che raccorci con gradualità e inflessibilità le distanze tra le possibilità massime e quelle minime della vita, cioè una più alta giustizia sociale. Di fronte all'esterno aumentare senza sosta la potenza globale della Nazione per i fini della sua espansione nel mondo. D. Come vengono istituite le Corporazioni? R. Le Corporazioni vengono istituite con decreto del DUCE su proposta del Ministro per le Corporazioni, sentito il Comitato corporativo centrale. D. A chi spetta la presidenza di ciascuna Corporazione? R. Al DUCE (legge 14 gennaio 1937-XV, n. 157), o, in sua vece, al Ministro per le Corporazioni. D. Come è composta la Corporazione? R. Ciascuna Corporazione è composta di un Consiglio, di cui fanno parte consiglieri effettivi nominati dal P.N.F., dalle Associazioni Professionali e dall'Ente Nazionale Fascista della Cooperazione. Del Consiglio fanno anche parte consiglieri aggregati, aventi voto deliberativo. Il numero dei consiglieri effettivi e aggregati è legalmente stabilito per ciascuna Corporazione. D. Quali sono i compiti e le attribuzioni e poteri della Corporazione? R. La Corporazione elabora norme generali sulle condizioni del lavoro; concilia le controversie collettive fra le associazioni sindacali che collega; promuove, incoraggia tutte le iniziative intese a coordinare e meglio organizzare la produzione; regola con norme obbligatorie il tirocinio o garzonato del lavoro; dà parere facoltativo od obbligatorio, alle Amministrazioni pubbliche sulle materie riguardanti il lavoro; determina norme giuridiche in materia economica, specialmente nel senso di stabilire tariffe di servizi e di consumi; infine elabora norme per il regolamento collettivo di rapporti economici e per la disciplina unitaria della produzione. D. Quante sono le Corporazioni istituite? R. Sono 22 e cioè: cereali, orto-floro-frutticoltura, viti-vinicola, olearia, bietole e zucchero, zootecnia e pesca, legno, prodotti tessili, metallurgia e meccanica, chimica, abbigliamento, carta e stampa, costruzioni edili, acqua-gas-elettricità, industrie estrattive, vetro e ceramica, previdenza e credito, professioni e arti, mare e aria, comunicazioni interne, spettacolo, ospitalità. D. Che cosa è il Consiglio nazionale delle Corporazioni? R. E' l'organo che nell'ordinamento sindacale-corporativo rappresenta la totalità degli interessi economici nazionali e coordina il settore economico a quello politico nell'ambito dello Stato. D. Da chi è presieduto il Consiglio nazionale delle Corporazioni? R. Il Consiglio nazionale delle Corporazioni è presieduto dal DUCE. D. Come è composto il Consiglio Nazionale delle Corporazioni? R. Il Consiglio Nazionale delle Corporazioni è composto dei membri del Comitato Corporativo Centrale e dei consiglieri effettivi dei Consigli delle Corporazioni. D. Quale è l'organo che coordina le funzioni e le attività delle Corporazioni? R. Il Comitato Corporativo Centrale. D. Da chi è presieduto e come è composto il Comitato corporativo centrale? R. Il Comitato corporativo centrale, presieduto dal DUCE, è composto dei Ministri e dei Sottosegretari di Stato, dei Vicesegretari del P.N.F., dei rappresentanti del P.N.F. in seno alle Corporazioni, con funzione di vicepresidenti; dei Presidenti delle Confederazioni sindacali dei datori di lavoro, dei lavoratori e dei liberi esercenti una professione o un'arte e del Presidente dell'Ente Nazionale Fascista della Cooperazione. D. Quali sono i compiti del Comitato corporativo centrale? R. Il Comitato corporativo centrale coordina il funzionamento delle Corporazioni ed approva le norme da esse elaborate, dà parere sulle questioni interessanti Corporazioni diverse o associazioni sindacali appartenenti a Corporazioni diverse e su ogni altra materia che dal Ministro per le Corporazioni gli sia sottoposta. D. Che cosa è l'Assemblea Generale delle Corporazioni? R. L'Assemblea Generale delle Corporazioni è la riunione dei membri del Consiglio Nazionale delle Corporazioni e dei Consiglieri aggregati ai consigli delle singole corporazioni, e viene convocata dal DUCE per impartire direttive alla azione sindacale rispetto ai problemi della produzione e ai fini dell'ordinamento corporativo. D. Quali sono i compiti e le funzioni del Ministero delle Corporazioni? R. Il Ministero delle Corporazioni comprende tutti i servizi concernenti il controllo delle associazioni professionali, la conoscenza scientifica e popolare dei principi informatori dell'ordinamento corporativo, l'inquadramento corporativo dell'industria, del commercio, della politica economica in generale, del lavoro, della assistenza e previdenza sociale e della proprietà intellettuale. Organizza, coordina, controlla la disciplina giuridica dei rapporti collettivi di lavoro, disimpegna le funzioni di segreteria delle Corporazioni e del Comitato corporativo centrale. LA CAMERA DEI FASCI E DELLE CORPORAZIONI D. Che cos’è la Camera dei Fasci e delle Corporazioni? R. La Camera dei Fasci e delle Corporazioni è una assemblea nazionale che sostituisce, con ordinamento fascista, e senza forme elettoralistiche, la soppressa Camera dei Deputati. D. Quale è il compito della Camera dei Fasci e delle Corporazioni? R. La Camera dei Fasci e delle Corporazioni ha il compito di collaborare col Governo per la formazione delle leggi. D. In chi risiede il potere legislativo, dopo la effettiva soppressione del sistema parlamentare? R. Il potere legislativo risiede nel Governo, col quale collaborano la Camera dei Fasci e delle Corporazioni e il Senato del Regno. D. Da chi è formata la Camera dei Fasci e delle Corporazioni? R. La Camera dei Fasci e delle Corporazioni è formata dai componenti del Consiglio Nazionale dei P.N.F. e dai componenti del Consiglio Nazionale delle Corporazioni, eccettuati i senatori e gli accademici d'Italia. Ne fanno parte di diritto i membri del Gran Consiglio del Fascismo. D. Quale titolo hanno i membri della Camera dei Fasci e delle Corporazioni? R. I membri della Camera dei Fasci e delle Corporazioni hanno il titolo di Consiglieri Nazionali, e la loro qualità viene riconosciuta con decreto del DUCE. D. Quando decadono dalla carica i Consiglieri Nazionali? R. I Consiglieri Nazionali decadono dalla carica quando cessano di far parte del Consiglio Nazionale del P.N.F., o del Consiglio Nazionale delle Corporazioni o del Gran Consiglio del Fascismo. D. Come sono nominati il Presidente e i vice-Presidenti della Camera dei Fasci e delle Corporazioni? R. Il Presidente e i vice-Presidenti della Camera dei Fasci e delle Corporazioni sono nominati con decreto reale. D. Come funziona la Camera dei Fasci e delle Corporazioni? R. La Camera dei Fasci e delle Corporazioni funziona mediante l'assemblea plenaria, che discute i disegni di legge di carattere costituzionale e di maggiore importanza o interesse; e mediante apposite commissioni legislative per tutti gli altri oggetti che ad esse vengano deferiti. Il Senato del Regno funziona in modo analogo. D. Come avvengono le votazioni nella Camera dei Fasci e delle Corporazioni? R. Coerentemente col costume fascista, che si basa sulla responsabilità singola e collettiva, le votazioni hanno luogo sempre in modo palese. D. Quale è la portata morale e storica della creazione della Camera dei Fasci e delle Corporazioni? R. Con la Camera dei Fasci e delle Corporazioni il Regime fascista elimina completamente e definitivamente dalla vita italiana il parlamentarismo d'origine democratica e straniera. L'AUTARCHIA D. Che cosa significa la parola autarchia? R. Significa reggersi, governarsi da sé. D. Quale significato assume la parola autarchia nel campo economico? R. Nel campo economico autarchia significa bastare a se stessi, ossia produrre in Patria quanto è necessario per l'esistenza del popolo e per la difesa dello Stato, nonché per la conquista dei mercati esteri. D. Quale è insomma lo scopo dell'autarchia? R. Scopo dell'autarchia è il raggiungimento della indipendenza economica, per sottrarre il Paese ad ogni influenza straniera. D. Con quali mezzi il Regime fascista prepara l'autarchia dell'Italia? R. Il Regime fascista prepara l'autarchia dell'Italia con la valorizzazione agricola, mineraria e industriale del Paese e dell'Impero fascista. D. Quali sono gli aspetti essenziali di questa valorizzazione? R. Aspetti essenziali della valorizzazione del Paese e dell'Impero fascista sono la bonifica integrale, la colonizzazione, la battaglia del grano, la politica forestale, le ricerche minerarie, l'utilizzazione di prodotti italiani, agricoli e industriali, da sostituire nell'uso e nel consumo ai similari stranieri, la politica finanziaria e monetaria, la difesa del prodotto nazionale e la lotta contro gli sprechi. D. Quali sono gli organi direttivi creati dal Regime per la battaglia autarchica? R. Gli organi direttivi creati da Regime per la battaglia autarchica sono la Commissione suprema per l'autarchia e il Comitato interministeriale per l'autarchia. D. Da chi sono presieduti questi organi? R. Dal DUCE. D. Quale è la funzione del Partito rispetto all'autarchia? R. Il Partito, con l'insieme della sua azione, sviluppa e approfondisce la coscienza autarchica nel popolo italiano, sprona, assiste, coordina le iniziative e gli sforzi che si rivolgono al conseguimento della vittoria autarchica, e, per mezzo del suo Segretario, interviene nelle deliberazioni degli organi direttivi di cui sopra. D. Il programma autarchico del Regime si esaurisce nel campo economico? R. No. Il Regime vuole l'assoluta indipendenza dell'Italia in tutti i campi, e perciò indirizza all'autarchia, ossia al completo affrancamento da ogni influsso straniero, la vita spirituale, culturale, sociale del popolo italiano nell'arte, nella letteratura e nel costume.
de "il libro del fascista" http://www.controstoria.it/
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Inserito il - 25/03/2010 : 18:16:36
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origini del fascio
Il più antico fascio littorio fu rinvenuto presso Vetulonia e risale, molto probabilmente, al secolo VIII-VII; si tratta quindi di un ritrovamento di epoca preromana. La sua struttura (scure bipenne inserita tra dodici verghe) e la sua composizione (ferro) rivelano stretti legami esistenti fra le tradizioni nordiche e chi fu l'artefice di tale sacro oggetto. La scure bipenne, in stretta connessione col significato del culto di Janus, dio romano delle origini, è uno dei simboli più antichi della sovranità regale. La dualità simmetrica dei due tagli rappresenta l'integrazione creatrice delle polarità opposte. Tale incontro avviene in un punto dell'asse che è il centro immobile, il punto di passaggio tra futuro e passato, il terzo volto di Janus, il sacro che genera. I tagli dell'ascia rappresentano esattamente "il simbolismo del fulmine", espresso dalle tradizioni nordiche con le rune e la cui composizione forniva lo schema rappresentativo con cui si indicava il sacro Mjölnir, il martello del dio Thor. La folgore ha significato simbolico doppio: da una parte illumina, squarcia le tenebre, dall'altro distrugge, incendia. Poiché spesso, nell'antichità, l'uso della folgore era prerogativa del dio supremo, questa è considerabile come verità che può essere intuita in forma istantanea solo da chi è capace di resistere alla prova del fuoco incenerendo tutto quello che di sé è mortale, raggiungendo, così, una condizione di supervita. Il tracciato stesso della saetta spiega questo processo: una prima fase rappresenta la discesa del fuoco divino sulla terra, la seconda fase è la trasmutazione che fa dell'uomo che ha saputo intuire l'insegnamento un essere simile ad un dio, la terza fase è ancora una discesa, un ritorno di colui che, libero dai vincoli corporei, torna alla terra per riaprire il ciclo. Secondo alcune tradizioni la destra è l'attributo divino della misericordia, la sinistra è la giustizia. Presso gli arabi tali attributi sono la maestà (volto maschile) e la bellezza (volto femminile). Ma presso gli indù la misericordia è prerogativa dei sacerdoti (Brahamana) che possiedono la chiave dei misteri, mentre la giustizia è un guerriero (Kshatrya) che ha diritto di vita e di morte sui sudditi: diritto che egli esercita per mezzo della verga ( lo scettro del potere). Ecco allora che via contemplativa (sacerdotale) e via attiva (guerriera) si fondono nel centro dal quale traggono la ragione stessa della loro esistenza (l'asse tradizionale, la corona regale segno del potere unico e totale). Le dodici verghe che "incoronano" la scure bipenne sono il ciclo zodiacale con la sua metà ascendente e discendente, aventi origine e fine nei solstizi d'inverno e d'estate, sono rappresentazione dell'universalità totale ed infinita dell'azione radiante della tradizione. I segni zodiacali sono ad un tempo i gradi della potenza e della conoscenza che va dall'inqualificazione originaria, dalla notte che precede il giorno (solstizio d'inverno, colore nero), attraverso il soffio creatore della luce (equinozio di primavera, colore bianco), fino all'acme espansivo del mezzogiorno in cui la luce tutto pervade.... Mostra tutto
Il fascismo creò dei punti di contatto tra l'antica Roma e il regime di Mussolini. La potenza, la forza, i trionfi della Roma imperiale vennero interpretati come degni anticipatori della gloria e della potenza fascista, infatti il fascismo si propose come il naturale discendente della Roma antica. Mussolini infatti si faceva chiamare Duce, che nell'antica Roma era il generale, il capo militare valoroso e trionfante in battaglia amato ed apprezzato dai soldati che lo seguivano ubbidienti. Mussolini infatti veniva descritto dalla propaganda con le stesse qualità dei generali romani e quando i fascisti si incontravano si salutavano alzando il braccio destro in alto, nello stesso modo in cui i soldati salutavano i loro capi nell'antica Roma. Il Fascio littorio era il simbolo del fascismo e deriva anch'esso dalla Roma antica ed allora era simbolo di autorità: era infatti il simbolo del potere dei magistrati e fu introdotto dagli etruschi durante la tarda monarchia; in realtà il fascio era un simbolo tradizionale ariano, derivato dal simbolo del martello di Tohr, il dio del tuono nella mitologia nordica e diffusa solo successivamente anche dagli etruschi nella forma in cui lo si conosce. Il fascio è costituito da un insieme di verghe di olmo o di betulle legate tra di loro con dei nastri rossi, che rappresentava il potere dei consoli(cioè i magistrati più importanti presso l'antica Roma) di punire con le verghe e di esercitare lo "ius necis" cioè il diritto di dare la morte ai rei ;lateralmente o superiormente alle verghe, veniva inserita una scure che in età repubblicana veniva tolta quando si era all'interno della città; il fascio veniva portato durante le feste pubbliche dai littori, degli ufficiali che scortavano le maggiori autorità romane ed è per questo motivo che si chiama littorio, il fascio veniva ornato di alloro in occasione dei trionfi e portato invece rovesciato durante i lutti gravi. Il numero dei fasci littori che precedeva il magistrato ne indicava il grado: più erano numerosi e più alto era il grado del magistrato stesso: i re e i magistrati ne disponevano dodici, da Diocleziano in poi divennero ventiquattro, i Magistrati Equituum e i Magistrati di Rango Pretorio venivano preceduti da sei Fasci Littori, i Questori da cinque e dai 42a.C. in poi, ne vennero dotate anche le Vestali e le vedove imperiali. Il Magistrati inferire inchinava i propri Fasci davanti al superiore(fasces subissi). Ispirandosi alla tradizione romana, il Fascio simboleggia sia l'unità del popolo, sia l'autorità posseduta dal popolo stesso e in epoca moderna, divenne il simbolo di numerosi movimenti politici. Il fascio fu adottato come emblema politico dei rivoluzionari francesi per simboleggiare il nuovo potere repubblicano: allora la scure fu sostituita da un'alabarda, e il fascio fu sormontato da un berretto frigio. Durante il Risorgimento, molte società segrete, specie d'ispirazione massonica, si ispirarono al fascio littorio che era sempre stato considerato un emblema di unità e libertà. Nella seconda metà dell'ottocento e fino alla prima guerra mondiale, il fascio littorio contin8uò ad essere impiegato dalle forze di sinistra, come i Fasci dei Lavoratori, organizzazioni proletarie di contadini siciliani, Fasci di Azione Rivoluzionaria ecc. Con la costituzione di un Fascio Parlamentare di Difesa Nazionale, dopo la disfatta di Caporetto, il termine Fascio cominciò ad essere legato alla necessità di un unione nazionale al di sopra degli interessi dei partiti. Come tale, ma accompagnato da rivendicazioni rivoluzionarie, l'emblema romano venne accolto da B. Mussolini, divenendo il simbolo dei Fasci di Combattimento, e in seguito del Partito Nazionale Fascista; infatti Mussolini fondò i Fasci di combattimento e chiamò "il Fascio" il suo giornale; in quell'anno ebbe pochi voti alle elezioni e successivamente il nome da Fascio divenne Fascismo, anche se in principio Mussolini aveva scelto il nome Fascio in ricordo delle sue origini rivoluzionarie, lo utilizzò largamente come simbolo della grandezza romana ed imperiale a tal punto che il Fascio Littorio divenne il simbolo ufficiale del P.N.F. Anche la parola "Littorio" venne molto usata nel periodo fascista, tanto è che il littorio era diventato sinonimo di fascista, ad esempio la gioventù fascista era anche chiamata "la Gioventù del Littorio". Lo stile Littorio fu detto lo stile architettonico fascista; Littoria (oggi Latina) fu chiamata "la città capoluogo", costruita nella zona bonificata delle Paludi Pontine; Littorali erano anche le gare culturali, artistiche e sportive per gli universitari e littori erano i relativi vincitori. Insomma, il Fascio Littorio influenzò per decine di anni la vita degli italiani del XIX secolo attraverso la propaganda di Mussolini.
di Antonio Pocobello |
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